I 4 PILASTRI del Metodo Hidrogen-UP®

Pilastro 1: QUANDO

 
Noi esseri umani siamo animali diurni e quindi tendiamo ad essere attivi di giorno e a riposare di notte. Tuttavia, le esigenze e preferenze personali su quando fare o non fare una cosa possono differire considerevolmente da persona a persona e persino in fasi diverse della vita della stessa persona – la differenza tra ottenere risultati tangibili e duraturi e non ottenerli è nascosta nella nostra Natura.

I ritmi biologici sono una componente essenziale dell’omeostasi: “tutto è ritmico, inoltre esiste un un come, un quanto ed anche un cosa”.

I ritmi circadiani (ca 24h) sono guidati da un orologio interno situato nell’ipotalamo (struttura del sistema nervoso centrale situata nella zona centrale interna ai due emisferi cerebrali). Molti tessuti del corpo hanno i loro orari, organizzati da oscillazioni cicliche nell’espressione di una rete di numerosi “geni dell’orologio”.

L’intero corpo è una casa con orologi in ogni stanza e in ogni angolo, che in un modo o nell’altro funzionano in modo organizzato. I tempi di tutti questi vari “oscillatori periferici” possono influenzare profondamente l’attività metabolica, la proliferazione delle cellule immunitarie e numerose altre funzioni vitali.

Il tutto è gestito dal nucleo soprachiasmatico (SCN), un gruppo di neuroni dell’ipotalamo che funge da pacemaker centrale e che dà al corpo il senso dell’ora del giorno.

Pilastro 2: COME


Il COME del metodo Hidrogen-UP© si basa su metodi di analisi della composizione corporea basati sulle tecnologie più moderne ed avanzate. Che tu sia un bimbo, un adolescente, una donna in carriera, un arzillo nonnino oppure un atleta agonista: in un Centro Hidrata3 potrai scoprire il tuo COME.

Nel 1992, Kushner propose l’uso di frequenze multiple per aumentare l’accuratezza dei dispositivi BIA per misurare il corpo umano come 5 diversi cilindri (braccio destro, braccio sinistro, torso, gamba destra, gamba sinistra) anziché uno. L’uso di frequenze multiple distinguerebbe anche l’acqua intracellulare ed extracellulare. 

Negli anni ’90 il mercato includeva diversi analizzatori multi-frequenza. L’uso della BIA come metodo clinico è aumentato perché l’apparecchiatura è portatile e sicura, la procedura è semplice e non invasiva, e i risultati sono riproducibili e rapidamente ottenuti. Più recentemente, la BIA segmentaria è stata sviluppata per superare le incoerenze tra resistenza (R) e massa corporea del tronco.

Nel 1996, è stato creato un dispositivo BIA a otto poli che non utilizzava equazioni empiriche e si è scoperto che “offre stime accurate di TBW ed ECW senza la necessità di formule specifiche della popolazione”. 

Gli analizzatori in uso nei centri Hidrata3 misurano l’intero corpo suddividendolo in 5 cilindri e determinando, esclusivamente e con precisione, i valori di impedenza rilevati in ciascuno dei cinque segmenti del corpo in rapporto alla statura. Lo stesso principio viene usato per tutte le misurazioni della composizione corporea, sia essa massa muscolare, massa grassa, ecc. 

Una valutazione attenta, precisa, personale, unica per risultati tangibili e duraturi.

Pilastro 3: QUANTO

 
Ancora oggi, nell’era della medicina di precisione, persiste ancora l’onnipresente consiglio di “bere almeno otto bicchieri d’acqua al dì”. A dirla tutta non vi sono neanche sufficienti prove scientifiche a supporto di questa generica indicazione.

Il nostro corpo contiene circa 5 litri di sangue. I nostri due reni filtrano circa 180 litri di volume di sangue al giorno (125 ml / minuto) ed eseguono questa filtrazione da 50 a 60 volte al giorno. Nonostante ciò, eliminiamo solo da 1,2 a 2 litri di urina al giorno. I nostri reni hanno straordinarie capacità di filtrazione e concentrazione.

Il corpo umano usa e perde acqua ogni giorno e il mantenimento di un corretto equilibrio idrico (la differenza netta tra guadagno e perdite d’acqua) è essenziale per una condizione di benessere e di buona salute. L’acqua che perdiamo è basata su differenti fattori del tutto personali e deve essere sostituita di pari passo.

Facciamo un esempio molto semplice, immaginate due persone:

1) un uomo di corporatura atletica, del peso di Kg.80, alto cm.177, con il 10% di grasso corporeo e che si allena ogni singolo giorno;

2) una donna in sovrappeso, del peso di Kg.80, alta cm. 160, con il 38% di grasso corporeo e stile di vita sedentario;

Consiglieresti ad entrambe lo stesso quantitativo d’acqua? Il buonsenso vi farebbe rispondere con un secco: “NO!!”. Bene, il vostro buonsenso ha fatto centro. Così come un bravo professionista non consiglierebbe mai ai nostri due soggetti presi in esame lo stesso piano nutrizionale, allo stesso modo non consiglierebbe mai ad entrambe di “bere almeno otto bicchieri d’acqua al dì”.

Pilastro 4: COSA

 
Gli elettroliti aiutano a mantenere l’equilibrio dei fluidi perché attirano acqua verso di loro. Attraverso l’osmosi, l’acqua attraversa le membrane cellulari per rendere la concentrazione di particelle disciolte uguale su entrambi i lati. Nel contempo se l’acqua trasporta preziosi microelementi riceve un pass per l’ingresso preferenziale nelle cellule.

Ci sono due distinti meccanismi di sete fisiologica: i meccanismi intracellulari ed extracellulari. Quando si perde solo acqua, aumenta la concentrazione ionica. Di conseguenza, lo spazio intracellulare cede parte della sua acqua al compartimento extracellulare.

Il restringimento delle cellule viene rilevato dai specifici recettori cerebrali che inviano precisi messaggi ormonali per indurre il bere e ridurre il volume di urina. L’organismo gestisce un metodo semplice ma sofisticato per l’adattamento della funzione cellulare alle sfide ambientali.

Prove recenti suggeriscono che lo stato di idratazione cellulare è un determinante importante della funzione cellulare e che gli ormoni, lo stress ossidativo e i nutrienti esercitano i loro effetti sul metabolismo e sull’espressione genica in parte mediante una modifica del volume cellulare.

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