selenio
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Proprietà, benefici e funzioni del selenio

Spesso si sente parlare del selenio e delle sue proprietà, delle funzioni che riveste nel nostro equilibrio fisico. Questo elemento chimico legato ai minerali di solfuro di metallo fa parte del nostro organismo, fondamentale nelle giuste dosi per la sopravvivenza dell’organismo umano.

Cos’è il selenio, definizione

Il selenio può essere assorbito dall’intestino tenue sia in forma organica che in forma inorganica. Può essere ampiamente distribuito in vari tessuti corporei dove svolge importanti funzioni biologiche, principalmente attraverso la regolazione della sintesi delle selenoproteine.

Queste sono una serie di 25 proteine, tra cui glutatione perossidasi (GPX), tioredossina riduttasi (TrxR), e iodotironina deiodinasi (IDD), contenenti selenio sottoforma di seleniocisteina, il cui ruolo principale, è quello di agire come importante antiossidante intracellulare nella prevenzione del danno ossidativo.

Delle 25 selenioproteine 13 sono rappresentate da GPX1, GPX2, GPX3, GPX4 e GPX6 (glutatione perossidasi), TrxR1, TrxR2 e TrxR3 (tioredossina riduttasi), DIO1, DIO2 e DIO3 (iodotironina deiodinasi), SelR (selenoproteina R) e SPS2 (selenofosfato sintetasi 2), e 12 hanno funzione di ossidoreduttasi. In questo equilibrio il selenio agisce come residuo catalitico redox – attivo.

Da leggere: cos’è e a cosa serve il potassio

Quanto selenio assumere al giorno

La selenoproteina P (SEPP1), è quella più abbondante nel sangue, e per un suo ottimale funzionamento necessita di almeno 105 μg di selenio al giorno.  Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana i livelli di assunzione giornaliera di selenio sono fissati a 55 μg per gli adulti, sia maschi che femmine.

È previsto un supplemento di 10 – 20 μg in più per le donne in gravidanza ed in allattamento. L’Organizzazione Mondiale della Sanità invece ha fissato il limite di assunzione di selenio a 70 μg/giorno, e non deve mai superare 400-700 μg poiché può esercitare effetti tossici.

A cosa serve il selenio per l’uomo

Qual è la sua funzione nel corpo umano? La funzione più nota è la riduzione del perossido di idrogeno (H2O2), dei lipidi dannosi e degli idroperossidi fosfolipidi a prodotti innocui (acqua e alcoli).

Questa funzione aiuta a mantenere l’integrità della membrana e riduce il danno ossidativo alle biomolecole come lipidi, lipoproteine ​​e DNA riducendo anche il rischio di malattie cardiovascolari.

Disordini metabolici

Il selenio, grazie alle sue proprietà antiossidanti, sembra svolgere un ruolo protettivo nei confronti di tutti i disordini metabolici tra cui dislipidemia, insulino – resistenza e diabete di tipo 1 e 2.

Diversi studi hanno messo in luce come una supplementazione di selenio giornaliera (82,4 µg al giorno), risulta utile per ridurre la risposta infiammatoria, e migliorare sia il profilo lipidico (con abbassamento del colesterolo totale) che la resistenza all’insulina.

Il selenio svolge un ruolo nei soggetti affetti da diabete di tipo 1 e 2 attraverso sia le proprietà antiossidanti che la capacità di ridurre la glicemia plasmatica. Uno studio compiuto su modelli animali ha mostrato come un’integrazione di 180 μg/kg/die di selenio riduce notevolmente i livelli di glicemia.

Un’integrazione maggiore (180-500 μg/kg/die) può ridurre glicemia, colesterolo e trigliceridi e migliorare lo stato antiossidante generale dell’organismo. Riducendo quindi i danni causati dallo stress ossidativo derivante dallo stato infiammatorio sottostante l’iperglicemia e l’iperlipidemia.

Tiroide

Numerosi studi hanno indagato il ruolo del selenio nei confronti della ghiandola tiroidea, mettendo in luce che questo minerale potrebbe avere un ruolo protettivo nei confronti delle patologie tiroidee autoimmuni. In particolare il selenio secondo gli studi:

  • Riduce l’espressione degli antigeni HLA-DR sulla superficie del tireocita.
  • Controlla la risposta immunitaria mediata dai linfociti B.
  • Riduce la concentrazione di anticorpi anti tiroidei.
  • Inibisce la produzione di citochine infiammatorie.
  • Limita la produzione di mediatori dell’infiammazione quali leucotrieni e prostaglandine.
  • Riduce gli effetti dello stress ossidativo sulla tiroide.

Studi compiuti su modelli animali di tiroidite cronica autoimmune hanno mostrato come una  supplementazione di selenio sopprime le risposte immunitarie Th1-dipendenti, inibendo la risposta infiammatoria e la comparsa di lesioni distruttive.

Studiando gli effetti del selenio sui pazienti con tiroidite di Hashimoto si è visto come la supplementazione di selenio (200 μg al giorno) per circa tre mesi riduca significativamente la concentrazione di anticorpi anti tireoperossidasi migliorando la qualità di vita dei pazienti.

Disordini Cardiovascolari

L’associazione tra supplementazione di selenio e prevenzione di disordini cardiovascolari risale al 1980 quando in Cina si vide che soggetti con carenza di selenio sviluppavano una cardiomiopatia chiamata sindrome di Keshan. Studi prospettici e osservazionali compiuti più di recente hanno confermato questa relazione tra contenuto di selenio nel sangue e rischio di patologie cardiovascolari.

Diversi studi ha mostrato come un’integrazione di selenio riduca dell’11% l’incidenza di patologie cardiovascolari. Ricerche su persone anziane (età media 70 – 88 anni) hanno evidenziato come un’integrazione di 200 μg al giorno di selenio, insieme al coenzima Q10, per un periodo di circa 4 anni, ha sia ridotto la mortalità per patologie cardiovascolari, sia aumentato la funzione cardiaca.

Altri studi hanno mostrato una differenza nell’incidenza della mortalità cardiovascolare tra soggetti che presentano nel sangue una bassa concentrazione di selenio (<65 μg/L) e soggetti con una concentrazione di selenio più elevata (> 85 μg/L). Riscontrando una mortalità più alta nei primi.

Aterosclerosi

Il selenio gioca un ruolo importante anche nella prevenzione dell’aterosclerosi, come confermato da alcuni studi che indicano che un’integrazione giornaliera di questo minerale potrebbe prevenire la formazione delle placche e ridurre l’incidenza di disordini cardiovascolari. Le selenoproteine possono bloccare molti processi chiave coinvolti nello sviluppo dell’aterosclerosi, compreso:

  • Stress ossidativo indotto da ROS.
  • Processi infiammatori (in particolare
    • Adesione e migrazione di monociti.
    • Formazione di cellule schiumose.
    • Metabolismo eicosanoide anormale.
  • Le disfunzioni endoteliali (in particolare la diminuzione di NO biodisponibile).
  • L’apoptosi delle cellule vascolari e la calcificazione vascolare.

Sport e selenio

I soggetti sportivi necessitano di una maggiore assunzione di selenio per ridurre gli effetti dell’aumento dello stress ossidativo indotto dall’esercizio fisico sul sangue e sui tessuti.

Uno studio compiuto su modelli animali, in cui veniva simulata una sessione di nuoto ad alta intensità, ha mostrato come una supplementazione di selenio riesca a ridurre lo stress ossidativo. In particolare riduce la perossidazione lipidica sui tessuti del fegato e dei polmoni attraverso il potenziamento della glutatione – perossidasi tissutale ed eritrocitaria.

sport

Questo fa comprendere come sia necessario in uno sportivo assumere una quantità maggiore di selenio per prevenire lo stress ossidativo. In particolare la supplementazione può essere importante per coloro che praticano attività fisiche in cui si ha una grande produzione di lattato. Cioè attività fisiche che richiedono l’attivazione di meccanismi anaerobici i quali producono maggiori quantità di radicali liberi.

Da leggere: cos’è lo stress ossidativo, definizione

Fonti per approfondire

  • Wang N, Tan HY, Li S, Xu Y, Guo W, Feng Y. Supplementation of Micronutrient Selenium in Metabolic Diseases: Its Role as an Antioxidant. Oxid Med Cell Longev. 2017;2017:7478523.
  • http://www.sinu.it/html/pag/12-MINERALI.asp
  • Alehagen U, Alexander J, Aaseth J. Supplementation with Selenium and Coenzyme Q10 Reduces Cardiovascular Mortality in Elderly with Low Selenium Status. A Secondary Analysis of a Randomised Clinical Trial. PLoS One. 2016 Jul 1;11(7):e0157541.
  • Liu H, Xu H, Huang K. Selenium in the prevention of atherosclerosis and its underlying mechanisms. Metallomics. 2017 Jan 25;9(1):21-37.
  • Stuss M, Michalska-Kasiczak M, Sewerynek E. The role of selenium in thyroid gland pathophysiology. Endokrynol Pol. 2017;68(4):440-465.
  • Akil M, Gurbuz U, Bicer M, Halifeoglu I, Baltaci AK, Mogulkoc R. Selenium prevents lipid peroxidation in liver and lung tissues of rats in acute swimming exercise. Bratisl Lek Listy. 2015;116(4):233-5.
  • Maynar M, Llerena F, Bartolomé I, Alves J, Robles MC, Grijota FJ, Muñoz D. Seric concentrations of copper, chromium, manganesum, nickel and selenium in aerobic, anaerobic and mixed professional sportsmen. J Int Soc Sports Nutr. 2018 Feb 13;15:8.
  • Margaritis I, Rousseau AS, Hininger I, Palazzetti S, Arnaud J, Roussel AM. Increase in selenium requirements with physical activity loads in well-trained athletes is not linear. Biofactors. 2005;23(1):45-55.

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