Idratazione e sport da combattimento
AREA 3: Idratazione e Salute

Idratazione e sport da combattimento: il taglio del peso

L’idratazione negli sport da combattimento è molto complessa in quanto questi atleti, prima di presentarsi in gara, devono rientrare in standard di peso ben definiti. Talvolta ci riescono con una privazione dell’idratazione, o peggio un’induzione della disidratazione nelle ore che precedono la gara.

Gli atleti considerano la perdita di peso acuta, ottenuta attraverso la disidratazione, un modo efficace per aumentare la probabilità di successo competitivo. Inoltre tale strategia sembra essere importante dal punto di vista psicologico.

Taglio del peso e sport da combattimento

Gli atleti seguono una strategia che prevede due diversi momenti. Il primo viene definito carico di acqua e prevede una settimana, prima del peso, in cui si assumono grandi quantità di liquidi (7-10 L/d) i primi giorni. Poi va man mano a scalare questa quantità. Ad esempio supponendo di avere una competizione la domenica:

  • Lunedì: 8 – 10 litri
  • Martedì: 6 – 7
  • Mercoledì: 4 – 5
  • Giovedì: 3
  • Venerdì: 2
  • Sabato: 0,5 – 1

Poi si passa a un secondo momento definito taglio del peso con una restrizione nell’assunzione di liquidi o un’induzione della disidratazione mediante aumento della sudorazione o utilizzo di diuretici. Questo porta a una manipolazione degli ormoni renali e della produzione di urina. Il tutto si traduce in un aumento delle perdite di fluido relative alla restrizione dei liquidi dopo l’assunzione a discrezione.

Secondo uno studio compiuto da Morton e pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, il 17% degli atleti utilizza metodi per aumentare la sudorazione (quali utilizzo di tute o sauna) e il 31% ricorre all’utilizzo di diuretici.

Da leggere: l’importanza dell’acqua nello sport

 

Problemi di idratazione e fight sport

Secondo la letteratura, la perdita di peso acuta può superare il 5% della massa corporea totale fino ad arrivare al 13% nell’arco di una settimana.  Oltre alla limitazione intenzionale del fluido, gli atleti negli sport di combattimento non rispettano le linee guida per la sostituzione dei liquidi durante i periodi di preparazione alla competizione.

idratazione e sport da combattimento
Meglio idratarsi nel modo giusto quando si fa boxe.

Questo indipendentemente dall’accesso ad libitum ai liquidi. Esponendosi così a un aumentato rischio di complicazioni di salute. Complicazioni che aumentano a causa delle scorrette strategie di reidratazione come, ad esempio, l’infusione endovenosa.

Incidenti e casi estremi di disidratazione

Uno dei casi di morti eclatanti legato a questa pratica è stato registrato nel 1997. Tre lottatori universitari, che stavano tentando di ridurre il loro BM del 7-9%, morirono per ipertermia. In seguito a questi eventi, tracciare le fluttuazioni dei fluidi e rilevare la disidratazione in questo gruppo di soggetti è diventato di massima importanza.

Per tale motivo la National College Athletic Association (NCAA) nel 1998 ha imposto la valutazione della gravità specifica dell’urina (USG) come regolamento obbligatorio per evitare morti tragiche legate alla disidratazione. E ha introdotto il divieto di utilizzare saune, tute di plastica o in gomma come metodi per ottenere disidratazione.

Tuttavia alcune discipline quali il wrestling in stile internazionale, il judo, il taekwondo e il pugilato dilettantistico inclusi nel programma olimpico non hanno politiche adeguate. E non proibiscono le pratiche rapide di perdita di peso, a parte i regolamenti antidoping che vietano l’uso di diuretici.

Nonostante queste restrizioni si sono verificati altri incidenti. Ad esempio nel settembre 2013, l’atleta brasiliano MMA Leandro Souza è morto in un sauna dopo aver tentato di perdere il 20% della massa corporea (circa 15 kg) in 7 giorni.

I danni della disidratazione indotta

Attraverso la perdita di sudore è associata a una riduzione del plasma sanguigno e quindi del volume totale di sangue. Il che comprometterebbe la funzionalità cardiovascolare, il flusso sanguigno muscolare e la capacità di termoregolazione.

La strategia della restrizione dei fluidi, sebbene possa avere un impatto positivo per il peso, comporta una riduzione delle prestazioni, del funzionamento cognitivo e dell’attività psicomotoria. Oltre che dei tempi decisionali e dei livelli di vigilanza.

Pertanto, i soggetti che si trovano in stato ipoidratato in seguito a disidratazione volontaria rischiano di affrontare la gara in modo non ottimale. Ovviamente se non vengono attuate efficaci strategie di recupero per l’idratazione.

 

Pesatura negli sporta da combattimento

La pesatura avviene il giorno prima (24-36 ore) della competizione, consentendo di avere un tempo sufficiente per reidratarsi. Questo però non è del tutto vero. In prima istanza il tempo assegnato per il recupero è diverso in base al tipo di sport.

idratazione e sport da combattimento
Idratazione e sport da combattimento: taglio del peso.

Secondo le regole internazionali delle federazioni sportive di wrestling (International Federation of Associated Wrestling Styles) e taekwondo, il tempo di recupero post pesata è 24 ore prima dell’inizio della competizione in questione. Nel judo (International Judo Federation) e nei pugili dilettanti (International Boxing Association), il tempo di recupero è di 2 e 6 ore prima dell’incontro, rispettivamente.

Quali sono i risultati dell’idratazione?

Questo tempo risulta essere inefficace per una corretta reidratazione come mostra uno studio che ha indagato lo stato di idratazione in 63 atleti di sport da combattimento. Il risultato ha rilevato che solo 7 dei 63 atleti risultavano essere euidratati, mentre i rimanenti 56 erano ipoidratati con una perdita di massa corporea maggiore del 5%.

Un altro studio compiuto su atleti con tempi di recupero più lunghi e assunzione di acqua a piacere ha mostrato che non vi sono stati miglioramenti nello stato di idratazione, presumibilmente in virtù del fatto che una perdita di peso del 5 – 6% potrebbe richiedere almeno 48 ore per ripristinare l’omeostasi dei fluidi.

Basta bere acqua per rimediare?

Inoltre sembra che la sola assunzione di acqua non sia efficace per ottenere un’ottimale reidratazione. E che sia necessario introdurre anche degli elettroliti come il sodio, al fine di evitare la diluizione dell’osmolarità del plasma.

La questione dell’idratazione in questi soggetti rimane quindi aperta e controversa e a oggi non è stata individuata una strategia che consenta un recupero reale dell’euidratazione dopo essere stati sottoposti a disidratazione volontaria.

Per approfondire: magnesio, importante nella vita e nello sport

 

Idratazione e sport da combattimento: fonti

  • Reale R, Slater G, Cox GR, Dunican IC, Burke LM. The Effect of Water Loading on Acute Weight Loss Following Fluid Restriction in Combat Sports Athletes. Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2018 Nov 1;28(6):565-573.
  • Zubac D, Paravlic A, Reale R, Jelaska I, Morrison SA, Ivancev V. Fluid balance and hydration status in combat sport Olympic athletes: a systematic review with meta-analysis of controlled and uncontrolled studies. Eur J Nutr. 2019 Mar;58(2):497-514.
  • Crighton, Ben & Close, Graeme & Morton, James. (2015). Alarming weight cutting behaviours in mixed martial arts: a cause for concern and a call for action. British journal of sports medicine.
  • Pettersson S, Berg CM. Hydration status in elite wrestlers, judokas, boxers, and taekwondo athletes on competition day. Int J Sport Nutr Exerc Metab. 2014 Jun;24(3):267-75.
  • Barley et al. The Current State ofWeight-Cutting in Combat Sports. Sports 2019, 7, 123;

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

IDRO-GEN H3.0. MicroMolecole Detox

Ordine IDRO-GEN H3.0. MicroMolecole Detox

Integratori "Equilibrio & Performance"

Ordine H3 Mental Plus

Ordine H3 Calm.0.Stress

Smartwatch + App H3

Ordine Smartwatch