eleuterococco
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Benefici e usi quotidiani dell’eleuterococco

L’eleuterococco è una pianta appartenente alla famiglia delle Araliacee ed è definita una pianta con proprietà adattogene ovvero aiuta l’organismo a tollerare e affrontare stress fisici e mentali. L’eleuterococco contiene i seguenti principi attivi, concentrati prevalentemente nella radice:

  • Glucosidi eleuterosidi, tra cui eleuterosidi A e G.
  • Derivati cumarinici, tra cui idrofraxidina.
  • Fenilpropanoidi tra cui siringina e acido caffeico.
  • Lignani tra cui sesamina e siringoresina.
  • Saponine triterpeniche come:
    • daucosterolo.
    • B-sitosterolo.
    • ederasaponina B.

Tali principi attivi contenuti fanno sì che la pianta abbia diverse proprietà. Qualche esempio concreto? Ecco perché l’eleuterococco è una risorsa fondamentale.

Proprietà dell’eleuterococco

Miglioramento dei sintomi legati all’affaticamento moderato dopo due mesi di trattamento. Questo lo rende particolarmente indicato nel trattamento dell’astenia, della stanchezza da cambi di stagione, e nella stanchezza fisica legata allo stress.

È inoltre adatto per gli sportivi, per migliorare le performance e per tutti i soggetti che si trovano in convalescenza post patologie o interventi chirurgici.

Da considerare anche la riduzione dell’affaticamento mentale, con contemporanea riduzione di pressione arteriosa e frequenza cardiaca indotte dallo stress.

Eleutherococcus senticosus
Eleutherococcus senticosus, fonte Wikipedia.

Questa risorsa ha effetto tonificante nei confronti del sistema nervoso con un miglioramento di concentrazione e memoria dopo somministrazione ripetuta.

Questo lo rende utile per coloro che studiano, svolgono lavori con affaticamento mentale e per gli sportivi che vogliono migliorare la concentrazione.

L’eleuterococco (o ginseng siberiano) ha anche effetto immunomodulante, in particolare aumenta la conta linfocitaria, migliora l’attività fagocitaria dei neutrofili e aumenta il numero di cellule immunocompetenti. In particolare le cellule natural killer.

Per approfondire: i migliori siti dedicati alla salute in Italia

Come agisce l’eleuterococco

Il meccanismo con cui l’eleuterococco agisce non è ben chiaro ma si pensa che la sua azione sia a livello dei recettori per l’ormone dello stress.

Le ipotesi sono essenzialmente due. Una prima ipotesi sostiene che i principi attivi si leghino al recettore dell’ormone inattivandolo. La seconda sostiene che interagiscano con enzimi che vanno a bloccare il recettore per l’ormone.

In questa seconda ipotesi l’enzima coinvolto sarebbe la catecol-O-metil transferasi, che si trova in prossimità dei recettori della noradrenalina, e che catalizza la metilazione della noradrenalina nel suo metabolita inattivo, la normetanefrina.

Studi su animali: quali risultati?

Numerosi studi compiuti su modelli animali hanno evidenziato le proprietà adattogene dell’eleuterococco (Eleutherococcus senticosus). In particolare è stato visto che è in grado di ridurre l’ipertrofia surrenale indotta dallo stress (ricordiamo che in condizioni di stress le ghiandole surrenali sono iperstimolate a produrre cortisolo).

  • Aumenta la resistenza fisica in diversi tipi di sport
  • Riduce la sensazione di affaticamento.
  • È antinfiammatorio, inibisce l’espressione della ciclossigenasi-2 (COX-2).
  • Ha effetti immunomodulatori e aumenta l’attività delle cellule NK.
  • Potenzia le azioni delle interleuchine (in particolare di interleuchina 1 e 6).
  • Inibisce la replicazione di alcuni virus a RNA quali:
    • Virus respiratorio sinciziale.
    • Virus dell’influenza e il rinovirus.

Eleuterococco negli sportivi

Negli studi compiuti su esseri umani l’eleuterococco si è mostrato efficace nei soggetti sportivi e nei soggetti affetti da stress e stanchezza cronica. Si è anche visto un potenziamento del sistema immunitario. Per quanto riguarda gli sportivi?

La somministrazione di estratto fluido di eleuterococco aumenta la resistenza fisica e la capacità di adattarsi a esercizi che richiedono maggiori quantità di energia.

Uno studio ha confrontato due gruppi di corridori somministrando, nei 30 minuti precedenti la gara, 2 ml e 4 ml di estratto fluido di eleuterococco. Il gruppo che ha assunto 4 ml di principio attivo abbia completato i 10 km previsti dalla gara con un tempo inferiore (48,7 minuti vs 52,6 minuti) rispetto al gruppo con 2 ml.

Un altro studio, compiuto su ciclisti, prevedeva il confronto tra un gruppo placebo e un gruppo a cui venivano somministrati 150 mg di estratto secco contenenti il 33% eleuterococco 30 minuti prima dei pasti per otto giorni. Rispetto al gruppo placebo?

Le persone che hanno assunto l’eleuterococco hanno avuto un aumento significativo delle prestazioni complessive con un aumento del 23,3% del lavoro totale.

Sistema immunitario

Uno studio ha confrontato due gruppi di soggetti, uno a cui è stato somministrato un estratto di 10 ml contenente eleuterococco per tre volte al giorno per un mese, e un gruppo placebo. Allo scadere del mese le analisi compiute sui due gruppi di soggetti hanno mostrato, nel gruppo che ha assunto i principi attivi, un aumento di

  • Linfociti totali.
  • T helper.
  • Natural killer.
  • Linfociti B.

Tali risultati sono stati confermati da un altro studio, condotto su bambini, in cui si somministrava per due mesi un estratto fluido contenente i principi attivi della pianta. Tali soggetti, rispetti al gruppo placebo, hanno mostrato:

  • Un aumento del 25% dei linfociti T.
  • Un aumento del 20% dei linfociti B.
  • Una riduzione dell’incidenza di polmonite del 60%.
  • Una riduzione del 10% dell’incidenza di varie forme infettive.

Stress e fatica cronica

In uno studio in doppio cieco a 45 soggetti sono stati somministrati due flaconcini contenenti eleuterococco o un placebo per un mese. I pazienti sono stati sottoposti a un test per valutare la  risposta allo stress, la frequenza cardiaca e la pressione sistolica e diastolica prima e dopo il trattamento. Differenza col placebo?

Chi aveva assunto l’eleuterococco ha mostrato una riduzione del 40% della frequenza cardiaca in risposta allo stress, confermando le proprietà adattogene di questa pianta.

Un altro studio randomizzato, in doppio cieco, ha coinvolto pazienti con affaticamento cronico, suddivisi in un gruppo a cui sono stati somministrate quattro capsule da 500 mg contenenti in totale 2,24 mg di eleuterosidi e in un gruppo placebo.

I risultati delle analisi

Alla fine dello studio, un sottogruppo di soggetti con affaticamento da lieve a moderato ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo a un mese.

Tale miglioramento non è stato mantenuto per la durata dello studio. Dopo 2 mesi i risultati non erano statisticamente diversi tra i gruppi trattati e quelli con placebo. Questo è dovuto al fatto che i principi attivi delle piante adattogene non sono adatti all’uso continuo ma sono in genere più efficaci se somministrati in modo pulsato.

Altri studi mostrano come, in condizioni di stress, l’eleuterococco diminuisca l’attività della corteccia surrenalica e del sistema nervoso simpatico. Ma aumenti il tono del sistema nervoso parasimpatico, produca moderata eccitazione del sistema nervoso centrale e del metabolismo energetico. E migliori la resistenza all’ipossia.

Disturbi del sistema nervoso

L’eleuterococco è utile per trattare anche tutte quelle condizioni nevrotiche quali disturbi del sonno, disturbi dell’appetito, disturbi dell’umore e delle funzioni cognitive.

In uno studio controllato con placebo, i soggetti affetti da uno o più sintomatologia nevrotica, sono stati suddivisi in tre gruppi. Il primo è un gruppo placebo, poi:

  • Uno a cui è stato somministrato 120 mg di estratto secco due volte al giorno.
  • Un altro a cui è stato dato 240 mg di estratto secco due volte al giorno.

Lo studio è durato circa 4 settimane, al termine delle quali i due gruppi trattati con la pianta hanno mostrato miglioramenti in termini di sonno, benessere, appetito, funzione cognitiva e umore, senza effetti collaterali, rispetto al placebo.

Da leggere: cos’è e a cosa serve il potassio

Eleuterococco, fonti utili

  • Eleutherococcus senticosus, monography. Alternative Medicine Review, Volume 11, Number 2, 2006
  • Alexander G. Panossian. Adaptogens in Mental and Behavioral Disorders. Psychiatr Clin N Am 36 (2013) 49–64
  • Alexander Panossian* and Georg Wikman. Evidence-Based Efficacy of Adaptogens in Fatigue, and Molecular Mechanisms Related to their Stress-Protective Activity. Current Clinical Pharmacology, 2009, 4, 198-219
  • Bleakney TL. Deconstructing an adaptogen: Eleutherococcus senticosus. Holist Nurs Pract. 2008 Jul-Aug;22(4):220-4.

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