A cosa serve il potassio
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Cos’è e a cosa serve il potassio

Il potassio è il principale ione positivo intracellulare nell’organismo. Il contenuto intracellulare è di 150 mmol/L, la sua concentrazione plasmatica è di 3,5 – 5 mmmol/L. Questa sostanza svolge funzioni fondamentali all’interno del corpo umano, tra cui il mantenimento dei potenziali di membrana cellulare.

Il gradiente di potassio attraverso la membrana cellulare ne determina il potenziale che, in base al rapporto tra K+ intra ed extracellulare, è di circa -90 mV. Questa differenza di potenziale è mantenuta in equilibrio dalla pompa sodio-potassio la quale scambia 2 ioni dell’ultimo elemento extracellulari per 3 di sodio intracellulari.

A cosa serve il potassio

Principalmente il potassio è necessario per la stabilizzazione della struttura degli acidi nucleici, per l’attivazione di molti enzimi, per la regolazione dell’eccitabilità e della contrazione delle cellule miocardiche e muscolari, per l’ottimizzazione degli equilibri acido – base e degli equilibri elettrolitici.

Il fabbisogno giornaliero di potassio è stabilito dai LARN, redatti dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, ed è di 3,9 g al giorno per adulti sia maschi che femmine.

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Assumere più potassio

Oltre ai suoi accertati e conosciuti ruoli biologici numerosi studi hanno messo in evidenza come una supplementazione possa essere utile per la prevenzione di patologie cardiovascolari e dell’ipertensione arteriosa.

Senza dimenticare calcolosi renale e osteoporosi. La supplementazione va sempre mantenuta comunque entro certi limiti per evitare il fenomeno dell’iperkaliemia. Ovvero l’aumento della concentrazione di potassio plasmatica sopra 5 mmol/L.

 

Potassio e patologie

Bisogna tener conto che la sola supplementazione non è di per sé un rischio per l’iperkaliemia. Questa condizione si verifica per lo più in caso di squilibri elettrolitici che coinvolgono anche altri ioni. O che si verificano a causa di patologie renali.

Diabete e potassio

Una riduzione della concentrazione di potassio sierico sotto le 3,5 mmol/L provoca una riduzione nella secrezione dell’insulina. Pertanto una riduzione sembra essere causa di intolleranza al glucosio e diabete.

Trattamenti prolungati con diuretici o di aldosteronismo? Si è verificata un’ipopotassiemia che ha portato a ridotta tolleranza al glucosio. Questo a causa della riduzione della secrezione di insulina in risposta a carichi di glucosio.

Il ruolo del potassio nel controllo del glucosio nel sangue

È basato sulla sua funzione a livello cellulare, dove la depolarizzazione cellulare indotta dal potassio porta alla secrezione insulinica dalle cellule del pancreas.

Questo è confermato. Quando si trattano con integratori di potassio pazienti con ipokaliemia spariscono i difetti di rilascio di insulina in risposta al carico di glucosio.

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Uno studio compiuto su 12.209 adulti durato 9 anni ha messo in luce come il rischio di diabete era inversamente correlato con i livelli di potassio.

Soggetti con livelli < 4 mmol/L avevano un rischio di diabete aumentato del 64% agli individui con livelli di potassio > 5 mmol/L. Inoltre, le donne con assunzione giornaliera inferiore a 4,7 g mostravano un aumentato rischio di sindrome metabolica e insulino resistenza.

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Pressione arteriosa

Il potassio può svolgere un ruolo ipotensivo. Sono stati confrontati numeri differenti, il primo è stato effettuato tra 19 studi che coinvolgevano in totale 586 partecipanti.

È stato dato un integratore di potassio ed è stato visto come in questi soggetti si è verificato un abbassamento della pressione sistolica di 5,9 mmHg e della pressione diastolica di 3,4 mmHg.

Per il confronto di 33 studi con 2.609 partecipanti, invece?

Ha messo in luce come la supplementazione di potassio è a una riduzione di 3,11 mmHg e 1,97 mmHg per la pressione sistolica e diastolica. Una meta – analisi ha mostrato che la supplementazione giornaliera di potassio determina una riduzione della pressione diastolica e sistolica media di 3,11 mm Hg e1,97 mm Hg.

Un’analisi ha esaminato l’effetto della supplementazione di potassio in individui normotesi e ipertesi e ha mostrato come una dose media di potassio di 2500-5000 ml/die riducesse la pressione arteriosa sistolica e diastolica rispettivamente di 4,4 e 2,5 mm Hg nei pazienti ipertesi e di 1,8 e 1,0 mm Hg in individui normotesi.

La supplementazione utile per l’effetto ipotensivo sarebbe nell’ordine di 1900 – 3700 mg in più al giorno. I presunti meccanismi con cui il potassio eserciterebbe il suo effetto ipotensivo sono diversi, e si pensa che possa agire su:

  • Escrezione urinaria di sodio.
  • Vasodilatazione endotelio-dipendente con stimolazione pompa sodio-potassio.
  • Aumento delle pompe sodio potassio nelle membrane cellulari basolaterali.
  • Apertura dei canali del potassio nelle cellule muscolari lisce vascolari.
  • Sensibilità ai recettori e agli ormoni che influenzano la funzione vascolare della muscolatura liscia e del sistema nervoso simpatico.

Apparato cardiovascolare

Alcuni studi hanno messo in evidenza come una supplementazione di potassio giornaliera di 10 mmoli in più rispetto alla normale assunzione, possa essere utile per la prevenzione di disordini cardiovascolari quali l’ictus.

In particolare l’assunzione giornaliera di 10 mmol di potassio in più al giorno per un periodo superiore ai 10 anni sembra ridurre del 40% la mortalità associata a ictus.

I risultati sono stati confermati da ulteriori test che hanno messo in evidenza come una supplementazione giornaliera di 1,64 g riducesse del 21% il rischio per l’individuo.

Gran parte della capacità del potassio di abbassare il rischio di ictus legato al suo effetto sull’abbassamento della pressione sanguigna, ma sono coinvolti anche altri meccanismi quali aumento della compliance arteriosa, miglioramento della funzione endoteliale e miglioramento della funzione ventricolare.

Calcoli renali

Le diete occidentali hanno, nel corso di diversi anni, aumentato la formazione di calcoli renali a causa di un’acidosi metabolica e della conseguente ipercalciuria.

Sembra che l’assunzione di potassio, in forma di citrato, possa ridurre la formazione di calcoli renali aumentando il pH urinario (ed in questo modo formando sali di calcio più solubili rispetto all’ossalato di calcio) e presumibilmente legando il calcio in eccesso in modo da ridurre la formazione di ossalato di calcio.

Osteoporosi

Il potassio potrebbe contrastare l’osteoporosi, specialmente nelle donne in menopausa. Ma anche nei soggetti che seguono una dieta ricca di alimenti che provocano una acidosi metabolica di basso grado. Quindi con una produzione di 75 – 100 mEq di acido al giorno.

L’acidosi metabolica, con l’età, aumenta a causa di una fisiologica riduzione della funzionalità renale. Per contrastare tale fenomeno l’organismo mobilita i sali di calcio presenti nelle ossa, indebolendole. Provocando l’insorgenza di osteoporosi. L’effetto positivo del potassio potrebbe essere legato ai seguenti meccanismi:

  • Soppressione del riassorbimento del calcio e della dissoluzione del materiale osseo.
  • Riduzione assorbimento intestinale calcio con inibizione sintesi del calcitriolo renale.

Sono statu compiuti diversi studi, su uomini e donne in menopausa, che hanno visto gli effetti della supplementazione di potassio sull’escrezione netta di acido renale.

Sulle donne in menopausa, uno in particolare, ha evidenziato come una somministrazione di potassio di 60 – 120 mmol per circa 18 giorni ha diminuito l’escrezione netta di acido renale da 70.9 a 21.9 mmol/d.

C’è stato anche uno studio randomizzato con placebo in cui si somministrava citrato di potassio in dosi da 0,60. Sei mesi di supplementazione di citrato di potassio di 60 – 90 mmol/die in uomini e donne ha dimostrato che erano necessarie 90 mmol/d per migliorare in modo significativo il bilancio del calcio e per ridurre di circa 30 mmol/die l’escrezione netta di acido renale e di 9 mg/die il calcio urinario.

Un altro studio ha mostrato come l’assunzione di 60 – 120 mmol al giorno riduca l’escrezione urinaria di idrossiprolina (marker di riassorbimento osseo) del 10% nelle donne in menopausa. E aumenti l’osteocalcina sierica (formazione ossea).

Per approfondire: i migliori siti dedicati alla salute in Italia

 

Fonti per approfondire l’utilizzo e l’eccesso di potassio

Weaver C. M. (2013). Potassium and health. Advances in nutrition (Bethesda, Md.), 4(3).
D. U. Silverthorn. Fisiologia, un approccio integrato. Casa Editrice Ambrosiana, 2000
Cappuccio FP, MacGregor GA. Does potassium supplementation lower blood pressure? A meta-analysis of published trials. J Hypertens. 1991; 9:465–73.
D’Elia L, Barba G, Cappuccio FP, Strazzullo P. Potassium intake, stroke, and cardiovascular disease. A meta-analysis of prospective studies. J Am Coll Cardiol.
Khaw KT, Barrett-Conner E. Dietary potassium and stroke-associated mortality: A 12-year prospective study. N Engl J Med. 1987;316:235–40

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